Le somme, pop e non, dell’Art Basel di Miami

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La prima settimana di questo mese ha avuto luogo l’Art Basel di Miami, una delle fiere artistiche più importanti al mondo, luogo d’incontro fondamentale per gli appassionati d’arte contemporanea. La fiera porta in città l’élite dell’arte universale; dai collezionisti più accaniti fino ai critici, passando per i galleristi e gli studiosi dell’arte. Le quotazioni del mercato artistico guardano attenti le compravendite dell’evento e si fanno predizioni sugli artisti emergenti che spopoleranno nei prossimi festival. Per il pubblico in generale è una grande opportunità per avvicinarsi all’arte contemporanea.

3. Art Basel

Questo festival si distingue inoltre per l’abbondanza di feste offerte da eventi collaterali che in alcuni casi rischiano di oscurare le opere: non in vano il blog del New York Times lo definisce piuttosto come un “baccanale” dell’arte. Appunto per questo Art Basel è innanzi tutto una grande sfida per i veri amanti dell’arte contemporanea: fra i giornali che preferiscono parlare di Kim Kardashian che va a una festa e la cena offerta da un magnate russo, coloro che vogliono veramente sapere cos’è successo d’interessante per l’Arte devono guardare oltre.

Questa edizione del Festival ha voluto dare un grande spazio alla performance, a questo riguardo la proposta di Ryan McNamara, ME3M 4 Miami: a Story Ballet About the Internet, è stata una delle più celebrate. Si tratta di una messa in scena spettacolare che vuole ricreare corporalmente delle dinamiche di flusso di internet attraverso la danza, includendo il pubblico in una conoscenza attiva di tutto lo spazio del Grande Teatro di Miami. I giochi di luci, movimenti, costumi e colori vogliono rappresentare le infinite possibilità combinatorie dei click su Internet e danzare personificando la metafora del surfing web. Per quanto riguarda la scultura il lavoro della romena Andra Ursuta ha ricevuto complimenti della stampa; si tratta del Orthodoctrinator, opera di misura considerevole costruita con elementi come plastica, legno e acciaio che raffigura una sorta di macchina lava cervelli.

Il salone di Art Basel ha ospitato più di cinquanta gallerie offrendo un panorama assai completo della molteplicità di proposte nell’universo dell’arte contemporanea. Le istallazioni di luce di Ann Veronica Janssens, la gigantesca scritta con lettere tridimensionali su parete bianca THE SHOW MUST GO ON di Jack Pierson, i manichini vestiti e appesi alla parete diJos de Gruyter and Harald Thys, la viedo art di Guido van der Werve e tantissimo altro.

Oggi è inutile lottare contro l’onnipresenza della civiltà dello spettacolo e la stampa che gravita attorno alla presenza di celebrità banalizzando manifestazioni di ogni tipo. Possiamo cambiare sguardo e vedere questi fatti come delle opportunità per imparare ad andare oltre le notizie tradizionali. Le fiere continuano a essere un paradiso per i sensi e una fonte grandissima di spunti sul quello che la società attuale considera Arte, bisogna soltanto allenarsi per andare oltre la superficie, rifiutandoci di credere che i Festival siano solo la presenza di Miley Cyrus.

Potete guardare le immagini delle opere di Art Basel Miami qua https://www.artbasel.com/en/Press/BS-Unlimited

Aura Parra per 9ArtCorsoComo9

 

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