Omaggio al creatore dei fiori di latta alla Triennale di Milano

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Ci sono uomini capaci di segnare la storia culturale di un territorio determinato,  individui che colgono il sentimento della propria epoca e diventano pionieri nel coinvolgere altri in grandi progetti. Così è stato l’artista e disegnatore lombardo Gherardo Frassa, deceduto il giorno del su compleanno numero settantuno, a  giugno di quest’anno nella sua natale Valcamonica.  Frassa fa parte della lista dei personaggi più salienti del panorama culturale milanese degli anni sessanta e settanta, attorno alle sue iniziative molti giovani dell’epoca si avvicinarono alla cultura e costruirono le basi di quello che oggi è la fama di Milano come città del design e dell’eleganza per antonomasia.2. Frassa

Dopo aver lavorato per alcuni anni negli Stati Uniti, Frassa torna a Milano a metà degli anni sessanta e fonda Surplus, il  primo negozio dell’usato nella città, luogo d’incontro per gli  intellettuali  dell’epoca. Faceva parte del gruppo di Emilio Tadini, Giorgio Forattini e Guido Crepax con i quali ha collaborato in progetti culturali diversi. È ricordato come un uomo appassionato di cultura, ironico e anticonformista, sempre pronto a creare senza lasciarsi condizionare dai preconcetti artistici;  infatti la sua opera si trova ai confini fra artigianato, design, moda e arte.  Ha lavorato inoltre come curatore per mostre come Il guardaroba di Gabriele D’Annunzio a Firenze , e  Forattini “Coraggio, libertà, sberleffo”, a Palazzo Reale nel 2009.

Per fare un omaggio al suo lavoro la Triennale di Milano ospiterà, dal 3 di dicembre al 10 gennaio, la mostra Non è la rosa non è il tulipano Tener-a-mente Gherardo Frassa, basata sulla serie di opere più celebrate dell’artista. La storia inizia nel 1986 quando per l’allestimento della mostra commemorativa Futurismo e futurismi, con sede nel Palazzo Grassi a Venezia , Frassa ha costruito il primo fiore di latta ispirandosi al concetto di Oswaldo Bot,  futurista piacentino che nel 1930 creò l’idea della Flora 3. FrassaMeccanica Futuristica. La scultura di un fiore interamente costruito in latta diventa oggetto di culto nel mondo del design perché rinchiude in sé componenti ironiche e poetiche. Riflette sulla materialità della natura e la sua riproduzione che non pretende d’essere esatta ma veicola messaggi alternativi che possono intonarsi benissimo con il design di oggetti decorativi e quotidiani.

L’anno dopo fonda, insieme a Emilio Tadini, il progetto Fiori di Latta che è diventato con il tempo  un prestigioso atelier di design. Frassa lascia in stand by il lavoro con i fiori per alcuni anni fino al 2011 quando apre una galleria e laboratorio in zona Navigli a Milano e riprende la ricerca artistica del suo oggetto emblematico. La mostra alla Triennale include oggetti nati nell’ultimo progetto Fiori di Latta, per il quale Frassa ha chiesto ad alcuni designer, pittori e architetti di disegnare alcuni oggetti a tema. Saranno esposti  dunque lavori di Andrea Branzi, Pierluigi Cerri, Clara Rota e Angela Rui fra tanti altri.

L’eredità artistica di Frassa è un esempio eclatante di come la poesia possa diventare oggettistica; prendendo la forma di qualcosa di molto comune come un fiore e ricreandolo con materiali  innovativi ha donato significato nuovo a un manufatto decorativo. I tulipani, margherite, rosse, papaveri, violette e quadrifogli di Frassa sono oggetti che vanno al di là di se stessi e al di là della decorazione, sono manifestazione artistiche come la vita e opera del suo creatore, che non in vano è omaggiato dalla Triennale.

Aura Parra per 9ArtCorsoComo9

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