Renzi/Salvini: due facce della stessa medaglia?

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Il nome è quello e le facce poi, non si discostano più di tanto. Per quanto riguarda l’età scorre ancor meno differenza visti i 39 anni del Premier contro i 41 dell’aspirante leader di centro destra. Le similitudini però non si possono estinguere meramente per un discorso estetico e anagrafico. I due segretari è come se avessero lo stesso modo di parlare ma in due lingue diverse. Per l’esattezza l’uno recrimina all’altro esattamente quello che tutto il popolo recrimina ad entrambi. Gli scandali che ci sono stati nel PD, dal Montepaschi di Siena alle varie beghe nelle regioni, ci sono stati anche nella Lega, dai diamanti con i fondi pubblici alle varie altre beghe nelle regioni. I toni sono, in direzione opposta, eguali in cadenza e gravità, ma su questo bisogna aprire un capitolo specifico.sal2

Come buona metafora per l’immaginario collettivo si potrebbe tranquillamente situare il tutto in una classe elementare media, di una qualsiasi scuola italiana. Chiunque di noi si ricorderà con estrema facilità che ci sono quegli elementi fissi in tutte le aule, crocifisso a parte. Possiamo immaginare quindi un Renzi estremamente ligio ad ogni regola e comportamento, un Salvini invece reazionario e un po’ sopra le righe. Renzi con alle spalle sempre un’aria di correttezza che tinge ogni sua parola di verità e buon senso, Salvini con alle spalle una rissosità innata che invece gli darà filo da torcere anche quando i suoi discorsi siano veri e di buon senso. Traslando tutti questi discorsi nell’area politica ne usciranno le cose che sappiamo. Un Renzi dal viso buono ed educato (quasi sempre) che potrà azzardarsi a dire cose che un Berlusconi, anche ai tempi d’oro, non avrebbe neppure potuto immaginare. Gli esempi sono tanti, la diatriba sull’Art.18 ne è uno di questi: la facilità con cui il premier ha glissato “dolcemente” i sindacati è stata a dir poco imbarazzante. Quello che invece si va a giustificare più facilmente ad un rissoso sono invece i modi da rissoso. Salvini dal canto suo non si fa problemi a sedere a fianco nel suo partito, ad elementi come Borghezio e Calderoli: noti razzisti e urlatori spregiudicati. Anche per lui vale quindi il discorso che arrivando da dove arriva si accetta l’intero background perché poi si pensa: sal3“Dice anche cose giuste”. Invece no. Sia per l’uno che per l’altro si dovrebbe analizzare senza se e senza ma tutto il macabro insieme. Dal partito alle contraddizioni in essere che li contraddistinguono. Con un’attenta analisi si vedrebbe un Renzi fuori luogo in ogni politica tipo di sinistra, vista la direzione intrapresa. Con un’altra attenta analisi si vedrebbe un Salvini assolutamente fuori luogo ad ogni direzione potenzialmente intraprendibile: le “insurrezioni” al Sud di un partito così radicato ne sono gli esempi più evidenti.

Purtroppo però il mondo che la maggior parte degli elettori italiani è abituato a vedere è quello televisivo e, grazie al Preside di questa scuola (B. Docet), i suoi alunni comunque piacciono. Piacciono proprio perché sguazzano bene nel mondo da lui creato. È così che alla fine il tubo catodico fagocita così facilmente gli esponenti M5S a cui tutto si può dire, fuorché che abbiano un metodo di comunicazione efficiente (non per nulla avendo come ufficio Stampa Rocco Casalino, sarebbe stato impossibile un po’ a tutti). L’unica cosa che resta da capire è quando. Quando l’Italia si scrollerà di dosso la necessità di personificarsi nel proprio leader. Solo allora forse si riusciranno ad analizzare le persone che ci rappresentano per quello che sono, non per come lo dicono o per quanta enfasi ci mettano nel dirlo.

Sergio Zuppiroli per 9ArtCorsoComo9

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