Jonathan Swift. Gulliver viaggia ancora

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Nasceva esattamente il 30 novembre di 347 anni fa a Dublino, Jonathan Swift, considerato uno dei maestri della prosa satirica inglese. jonathan_swiftPastore anglicano, più per esigenze economiche che per vera vocazione, Swift si dedicò alla lettere con particolare predilezione per la politica e la religione. Autore di poesie e saggi, è tuttavia conosciuto in tutto il mondo per quello che viene considerato il suo capolavoro, I viaggi di Gulliver, che compose probabilmente nel periodo della sua “fuga” in Irlanda in seguito alla morte improvvisa della regina Anna. E con il suo capolavoro, oggi, voglio ricordarlo. Una fiaba amara, fotografia di una società tanto vecchia quanto, paradossalmente, moderna. Di qui il suo genio. Sconsolato, arrabbiato e terribilmente lungimirante.

 “C’era un Architetto molto ingegnoso che aveva escogitato un nuovo Metodo per costruire Case,

cominciando dal tetto, e lavorando all’ingiù fino alle Fondamenta.”

Jonathan Swift , I viaggi di Gulliver

 

In realtà la scelta del mio consiglio letterario per questa giornata dedicata al “Book Crossing”  doveva essere un’ altra. Ma sono volubile, mi lascio condizionare dagli eventi. È che stamattina mi sono alzata di ottimo umore ma, a colazione, gli argomenti in famiglia sono diventati subito molto impegnati e impegnativi:  definizione di libertà, gerarchie sociali, abusi di potere mascherati o meno; pecore, sistemi di intercettazione sofisticati, paura e sottomissione psicologica a fini di controllo dell’individuo e delle masse. Fantascienza (mica tanta), consapevolezza ansiogena per un paranoico estremo, quella sì, di vivere in una società, la nostra, ormai completamente informatizzata, libera, anzi liberissima, ma panoptica. Sì, perché ormai è diventato tutto un dato (di fatto) che  dati su dati, per assurdità dati da noi stessi con inconsapevole disinvoltura, si sommino ad altri dati ancora fino a comporre un secondo DNA  di informazioni private, volte a spifferare ai pifferi le tue abitudini sessuali, i tuoi gusti nascosti, confidenze, vizi e quant’altro. Succulente notiziole, in apparenza di poco conto, alla mercé di tutti o al servizio di chi ha deciso di buttarti fuori dai giochi e deve trovare un pretesto verosimile per farlo. Un videogioco, insomma.  Ho riso, sgranando gli occhi davanti ai miei biscotti e tazza di caffèlatte fumante.

“Ma io ho già le mie di angosce!” mi sono detta, “devo anche inventarmene delle altre?”

Quello che vedo e leggo spesso mi avvilisce. Tuttavia, cerco di guardare la questione da un altro punto di vista. Lo faccio con amara ironia (capita), lucida beffa, nella speranza però di trarre almeno un’interpretazione differente, positiva e meno apocalittica  su quest’ universale trasformazione sociale che ha messo in ginocchio il vecchio sistema.  C’è sempre stato qualcuno, prima di noi, ad averlo fatto. Nulla di nuovo quindi, se non l’approccio mentalmente salvifico, forse, e catartico.

Mi è venuto in mente Jonathan Swift e il suo I Viaggi di Gulliver.  Chi non lo conosce, anche solo di nome?

È annoverato come uno dei più bei libri per ragazzi, e invece dovrebbero leggerlo anche molti adulti. Mi è sembrato azzeccato. Brillante e satirico denuncia una società, contemporanea a lui, corrotta e fallimentare, facile ai pregiudizi spesso limitanti per il vero progresso, come limitante, e di conseguenza sterile, è una scienza fatta di puro esercizio logico di stile.  L’ironia, a tratti amara e pungente, che Swift fa trasparire dalle considerazioni di viaggio di Lemuel Gulliver, accompagna tutta la sua lucidissima riflessione filosofica e nonostante il romanzo sia una terribile allegoria di una Francia e di un’Inghilterra del Settecento, il corpus, nei suoi contenuti, è molto attuale e moderno.

La scrittura semplice e divertente, assolutamente scorrevole, preserva intatto il significato nascosto riservato ai veri intenditori ed esalta la componente fantastica ed avventurosa del racconto. Così da Lilliput al Giappone, dagli omini minuscoli agli Houyhnhnms , i saggi e intelligentissimi cavalli razionali, ci si può perdere, insieme al Dottor Gulliver, in un viaggio dentro un viaggio. Ottimo spunto di riflessione anche per noi, leggero e apparentemente disimpegnato. Io lo consiglio soprattutto a chi desidera evadere senza però volersi allontanare troppo dalle sue rive e può farlo, perché no (visto che di mare si parla), anche sotto l’ombrellone (perché a Natale andate ai Caraibi, no?).

 

Laura Loi per 9Artcorsocomo9

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