VIVA Sgarbi ambasciatore EXPO!

0 371

Vittorio Sgarbi, come ambasciatore delle belle arti di EXPO 2015, durante i percorsi artistici di Regione Lombardia dichiara che la Calabria non è Italia, che i campi rom non sono tutti controllabili e che i Bronzi di Riace dovrebbero emigrare, come in coscienza fanno tanti lavoratori per poter vivere.

Vittorio Sgarbi è una continua sorpresa. Per questo è difficile che sorprenda ancora.

Ai rom riserveremo una puntata a parte, tuttavia sulla Calabria la dichiarazione sta facendo arrabbiare parecchie persone.
La querelle nasce inizialmente tra il Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria e i sostenitori dell’esposizione milanese dei Bronzi durante EXPO 2015. Il museo di Reggio dichiara, portando notabili esperti, che il trasporto delle statue del V a.C. non è possibile visto il rischio di danneggiamento insito nel trasporto stesso (non nelle statue); Sgarbi, come portavoce del partito opposto, anche ieri a Roma ricorda che il Satiro Danzante di Mazara, statua di uguale datazione e simili condizioni, non solo è spostato, ma gira il mondo.

rtyuio
L’attenzione si sposta allora alla commissione ministeriale istituita dal ministro Franceschini per il caso, che ha ormai bocciato l’ipotesi di trasporto.
Il no sarebbe per Sgarbi un no politico, in forza degli aiuti speciali verso i quali lo Stato si obbliga, senza legittimità, in materia di Calabria. Aiuti che umiliano tutti gli onesti lavoratori del territorio, e che creano una connivenza istituzionalizzata verso l’idea di ‘ndrangheta come modus operandi.
Ieri Sgarbi chiarisce quindi che “I calabresi non hanno le stesse garanzie dei cittadini italiani perché sono stretti tra la criminalità mafiosa e lo Stato. In realtà è l’Italia che non è in Calabria”.

Come finirà la querelle non si sa ancora. Su chi abbia ragione, ognuno può averne un proprio pensiero. Di certo dire che ‘la Calabria non è Italia’ attira l’attenzione. Più di ogni sensato ragionamento.

Personalmente sono contento che i Bronzi non vadano a Milano, ma non perché creda alle prove di Franceschini o perché Sgarbi se lo meriti.

Partiamo dal fatto che Sgarbi è, come ricordato, ambasciatore di EXPO 2015 per le belle arti.
Di questo ce ne dobbiamo fare una ragione. Parliamo di EXPO allora: vinto nel 2008 dalla città di Milano, prevedeva opere immense, tra parchi e le tre torri di CityLife. Nel 2010 iniziano le prime dimissioni, che durano fino al 2012. Tra i nomi più eccellenti Stanca, Moratti e Roth.
Si passa poi attraverso un commissariamento straordinario e inchieste per infiltrazioni mafiose.
Il 2014 vede la rinuncia formale a una buona parte dei progetti dichiarati, zone verdi e torri comprese, seguita dalle dimissioni di Paris, già nome di tangentopoli.

Che Sgarbi sia uno degli ambasciatori di EXPO 2015 io ne sono felicissimo. Lui rappresenta perfettamente un tipo di comunicazione attenta all’audience più che al contenuto.
Sgarbi per questo è un ideale rappresentante anche del museo dei Bronzi, che al museo piaccia o meno.
Sgarbi è un rappresentante ottimo di come è stato gestito l’EXPO fino ad ora; Sgarbi è un ottimo rappresentante di chi lo insulta per quello che dice.
Se poi Sgarbi volesse unire l’idea di EXPO a quella di Italia, forse la frase riservata inizialmente alla Calabria è un complimento.

Sgarbi mi illudo non sia un mio rappresentante. Mi illudo anche non rappresenti chi ai Bronzi tiene veramente. Spero quindi che non riesca a rappresentare i bronzi, perché certe volte “Il pensiero corrompe il linguaggio, ma anche il linguaggio può corrompere il pensiero” (George Orwell).

Guido Nosari per 9ArtCorsoComo9

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.