Rivendicare il valore artistico della riproduzione

0 750

Quando qualsiasi prodotto di successo nasce vengono alla luce, contemporaneamente, le sue copie non originali; in questo modo funziona, specialmente, il mondo dell’arte. Ogni volta che un artista crea un’opera di successo ci sono decine di persone che vogliono copiarla per scopi economici. Ci sono però due tipi di contraffattori: quelli industriali, apertamente finti che riproducono per arrivare alle grande masse e i falsari di élite. I secondi sono anche essi artisti che studiano in modo approfondito lo stile e il lavoro figurativo di determinato artista per essere in grado di riprodurre artigianalmente le sue opere originali. Questo mestiere ha fatto sempre parte fondamentale della storia dell’arte ma i falsari sono stati, da un lato condannati e dall’altro sottovalutati.

1 Sturtevant

A questo riguardo il Museo di Arte Moderna di New York ha deciso di allestire una delle mostre della stagione americana che, sicuramente, genererà più polemiche perché è, innanzi tutto, una rivendicazione dell’importanza della riproduzione falsaria nella complessa dinamica del mercato dell’arte. Si tratta del primo omaggio nella storia a uno dei falsari più celebri del secolo scorso, riconosciuta sotto lo pseudonimo di Sturtevant.

Il suo nome di nascita è Elaine Francis Horan (Ohio 1924) la cui storia è assai affascinante: il suo percorso artistico è iniziato negli anni Sessanta, faceva parte delle avanguardie newyorkesi ed era sempre presente nelle grandi mostre e performance che in quegli anni abbondavano nella città. Inizia a riprodurre il lavoro dei grandi artisti di quelli anni, non soltanto come coppia ma come una riproposizione che discuteva il concetto di “autore” come inteso dall’industria dell’arte. È stata lei a dipingere la Marilyn Monroe di Warhol in bianco e nero e alcuni lavori di Jasper Johns in tonalità alternative, aggiungendo qualche proposta estetica all’idea originale del dipinto.

Il nome della mostra è assai divertente e onomatopeico “Double Trouble” (doppio problema) proprio perché vuole riflettere su due questioni fondamentali: l’originalità delle opere e la sua appropriazione e riproposizione vista come manifestazione artistica. Il lavoro curatoriale della mostra è molto innovativo, alcune opere originali effettivamente possedute dal MOMA sono state rimpiazzate nell’allestimento dai facsimili di Sturtevant. Fra i lavori esposti più noti si possono trovare: spirali, Target With Four Faces (1955) di Jasper Johns; carta da parati genitale di Gober, Gober Gential Wallpaper (1994/95) e alcuni pezzi di Warhol e di Lichtenstein.

Il lavoro che Elaine ha fatto per quasi 50 anni non è stato solo mimetico, ma era un modo di prendere gli stili regnati della sua epoca come punto di partenza per riproporre visione artistiche originali e complementari. La questione dell’appropriazione artistica continuerà a essere basilare nelle discussione artistiche postmoderne, il fatto che il MOMA abbia deciso di dedicare una mostra proprio a questo è il primo passo per rivendicare il valore artistico dei falsari di tutto il mondo.

Aura Parra per 9ArtCorsoComo9

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.