Sensibili guerriere. Donne oggi

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Donne, du du du. Non c’è costola di Adamo che tenga. Le donne, si sa sono creative. Lo sono mentre piangono e vengono pestate, mentre scavalcano il “maschio Alfa”, quando rincorrono nuvole. Soprattutto lo sono quando fanno la guerra. Sì, perché le donne sono in fondo sensibili guerriere, per usare le parole della scrittrice e filosofa Luisa Muraro. Guerra come lotta, dura lotta verso il raggiungimento di una meta non proprio vicina, spesso impervia e insidiosa. La tenacia della donna si avvicina un poco a quella del gambero, sembra proceda a ritroso, invece il suo cammino è proteso in avanti, lento ma efficace. È la nostra natura, indigesta per certi versi all’altro genere, decisamente più pratico alle volte, bestiale e irruento. Prevaricatore e sbrigativo. Questa società ancora prevalentemente maschilista e masochista, ipocritamente paritaria, si popola sempre maggiormente di donne arrivate ai vertici, donne di potere, donne coraggiose, battagliere. È la forza pacifica che ha iniziato a mettere in crisi vecchi sistemi, che reagiscono talvolta in tutta la loro violenza. Donne come uomini, nello stesso posto degli uomini, eppure in maniera diversa. «Oggi usiamo la nostra forza di volontà, la voglia di credere fino in fondo ai nostri progetti, in modo più accogliente, partecipato. Ammettendo la nostra fragilità.» dice Cristiana Collu, direttrice del Mart, Museo d’arte contemporanea di Trento e Rovereto.

Cristiana Collu
Cristiana Collu

È questa la forza delle donne. Ne sa qualcosa lei, detentrice di un primato non da poco, quello di essere stata in tutta Italia la più giovane direttrice di un museo (a soli 27 anni presso la Pinacoteca di Nuoro). «Non abbiamo più bisogno di quell’aggressività anni ’80 che è stata utile a tante donne per rompere il cosiddetto soffitto di cristallo» spiega. Siamo meno remissive rispetto al passato, più forti e decise. Ma la carta vincente del successo è la forza insita nella sensibilità congenita, non certo la forza bestiale che per natura non ci appartiene. Una pacifica forza, tipo quella di una madre, comprensiva e accogliente, appunto. È un modo diverso di vedere in prospettiva. Una consapevolezza differente del vivere la vita e le sue situazioni. Nulla di nuovo, tutto è sempre esistito e sempre stato tenuto da parte, quasi nascosto. Ma ormai da un pezzo inizia a fare capolino, fuori, oltre le porte di quell’oikos, prigione millenaria chiamata focolare domestico, costruito da uomini per sole donne.

Laura Loi per 9ArtCorsoComo9

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