Ready to press cos(play)?

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Lucca Comics & Games 2014 è alle porte e si preannuncia nuovamente come il festival evento per tutti gli amanti di fumetti, manga, videogiochi, serie animate, letteratura fantasy e molto altro. Ogni anno si danno appuntamento nella città toscana migliaia di persone provenienti un po’ da ovunque in Italia, ma ci si accorge fin da subito del respiro internazionale della fiera. D’altronde, il richiamo che offre Lucca non riguarda solo le iniziative ludico-culturali comprese tra il 30 ottobre e il 2 novembre. A partire dalla cinta muraria fino al duomo, tutto rimanda ad un medioevo di fiorente attività, ma non manca neppure una piazza che si pone come retaggio dell’antico anfiteatro romano.

Cosplayers interpretano Jack Sparrow e Capitan Davy Jones

Ma veniamo alla domanda che spesso si sparge tra i non habitué del festival: cosa sono i cosplay che invadono letteralmente il centro urbano? O meglio: chi avrebbe mai il coraggio di travestirsi da “eroe” dei fumetti piuttosto che da creatura di fantasia, quando la barba è già cresciuta o si preferiscono i tacchi alle bambole? Spesso Lucca Comics viene interpretata come una festa-ombra delle colleghe giapponesi dove il feticismo degli “eterni bambini” viene sfogato senza pericolo di incorrere nello sdegno pubblico. Sono qua per dire che non è affatto così. Certamente per molti, l’ultimo periodo di cui si ha memoria di aver indossato il costume da Peter Pan o da Principessa sembrerà lontano, ma una simile tradizione carnevalesca ha radici molto più profonde di quanto non si potrebbe credere. Fin dal mondo classico veniva data alla gente la possibilità di impersonare chiunque, nel giorno in cui la maschera aboliva la casta: il ricco si fingeva brigante e il povero poteva essere re o papa a piacimento. E le ragazze ed i ragazzi dietro al trucco di Naruto, Sailor Moon e Jack Sparrow? Anche loro cercano di cambiare identità per un giorno o poco più, ma non è una questione sociale. In un mondo dominato da canoni di bellezza idealizzati, che giungono tramite photoshop allo snaturamento totale dell’uomo, i cosplayers si ispirano ad artisti di fama internazionale per rifondare un’estetica popolare dove a dominare è l’abito più ricercato e d’effetto o l’interpretazione più convincente, non la metratura delle gambe, l’infossatura delle costole o i chili di muscoli dopo ore di palestra. Sembra paradossale, ma la bellezza da passerella risulta in quest’ottica assai più volgare rispetto a quella ottenuta tramite l’arte del tagliare e cucire, del dipingere e della pantomima.

In questo caso è proprio l’abito a fare il monaco! In un’atmosfera che richiama le antiche fiere popolari con la nuova spinta di un’innovazione tutta proveniente dal Paese del Sol Levante, Lucca Comics è un’occasione dove risulta più facile apprezzare che giudicare e dove una risata cancella ogni senso di ribrezzo e moralismo.

Forse la cosa più bella dell’evento è proprio l’apertura che lo distacca nettamente da molte altre iniziative di “cultura nerd”: tutti sono accetti e benvenuti, travestiti e non, esperti, amatori, semplici curiosi, giovani, vecchi, famiglie, coppie e chi più ne ha più ne metta! In fondo, che importanza avrebbe chi si è nelle vite reali, quando non sarebbe niente di più facile credere un dottorando uno scolaro delle elementari o viceversa? E non è forse Lucca Comics una parodia della realtà quotidiana in cui l’essere diverso è un vanto, mentre il normale è ontologico travestimento? Se così fosse, ci sarebbe una piccola ma essenziale differenza: la tacita legge del festival è il reciproco rispetto e la fratellanza che si estende al di là di ogni pregiudizio e classificazione; possiamo dire lo stesso della nostra società?

Damiano Ranzenigo per 9ArtCorsoComo9

 

 

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