Il calcio è rappresentazione sacra, nonostante i troppi Balotelli

0 579

A primo impatto si potrebbe pensare che il calcio ha poco a che fare con l’arte e con la cultura. A secondo impatto pure. Al terzo anche. Ma anche noi abbiamo il diritto e il dovere di chiederci cosa rappresenta il calcio nella cultura moderna. Il suo ruolo nella società.

Ieri Mario Balotelli ne ha sparata un’altra delle sue: “Gli uomini veri si parlano faccia a faccia se hanno qualcosa da dirsi”. Stoccata rivolta al suo ex allenatore in Nazionale, Prandelli, che mesi fa aveva avuto da ridire sul talento ora in forza al Liverpool. Dichiarazioni squallide, intrise di un machismo da quattro soldi. Un allenatore non può fare commenti post-partita o durante le conferenze stampa? Allora aboliamole e aboliamo il lavoro dei giornalisti che le devono raccontare.

calcio 1

Quando il calcio ha smesso di essere uno sport pulito? È una domanda a cui non so trovar risposta. Quel che so è che l’esultanza per un gol della tua squadra preferita è mitigato dalla certezza che un’offerta economica superiore farà andare via quel giocatore l’anno successivo. Quello che so è che per il mio fratellino abbiamo scelto il rugby. E ogni volta che li vedo ridere di gusto quando si saltano tutti addosso per prendere la palla e andare a fare meta, capisco che è stata la scelta giusta. Quando li vedo festeggiare tutti assieme, dopo una vittoria o una sconfitta, sorrido. Quando guardo il tennis e vedo un pubblico muto durante gli scambi rimango sempre di stucco.
Ho giocato a calcio tanti anni fa. Non nego di aver ricordi piacevoli. Ricordo però una percentuale di bulletti ben più alta che negli altri sport e ricordo dei genitori urlare “cornuto” all’arbitro. Ricordo anche delle risse, purtroppo abbastanza frequenti. Guardavo il genitore e poi guardavo il ragazzo: tale padre…
Se ancora non si è capito cosa c’entri il calcio con la cultura, beh, il calcio è lo sport popolare per eccellenza. Lo sport è un satellite sottovalutato del pianeta cultura. Il calcio è storia culturale, il calcio è metronomo sociologico. Non solo business contemporaneo, ma anche gioco e intrattenimento. Una materia dalle radici nobili che travalica le identità geografiche, appassionando (quasi) ogni angolo del globo.
Chiamatela frivolezza, superficialità. Il calcio è però leva di riscatto nazionale (durante Europei e Mondiali), ma anche declinazione moderna delle antiche lotte di campanile. A me piace vedere il nostro sport nazionale come qualcosa che unisce, non che divide.
“Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro”. Sono le parole, forti e illuminanti, di Pier Paolo Pasolini. Uomo simbolo della cultura del Novecento che ha dedicato al calcio remote serate nelle periferie romane.
Ripartire da qui è forse chimera, pura utopia, ma i tifosi che si sono allontanati (e sono tanti) lo sperano ancora. Nonostante i troppi Balotelli.

Yuri Benaglio per 9ArtCorsoComo9

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.