“Goya: Order and Disorder” a Boston

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Ha inaugurato il 12 ottobre al Museum of Fine Arts di Boston la mostra :”Goya: Order and Disorder.”  La più grande retrospettiva americana degli ultimi 50 anni sull’artista più espressivo e irruento di tutta la storia dei tempi. L’esposizione raccoglie ben 170 opere tra dipinti, stampe e disegni di Francisco Goya. La mostra sarà aperta fino al 19 gennaio 2015.

F. Goya, Maya Vestida e Maya Desnuda, 1801
F. Goya, Maya Vestida e Maya Desnuda, 1801

Di Francisco Goya (1746- 1828) ho sempre pensato una cosa sola, che si può spiegare proprio partendo da due sue opere. La Maya Desnuda (1801) e la Maya Vestida (1801). Due opere famose, ma sicuramente non le più interessanti del grande artista spagnolo. Entrambe però possono far comprendere la verità su questo artista. Il mio professore dell’università spiegava che Goya aveva realizzato i due dipinti della Maya per un committente privato. Che, quando era da solo, si godeva la visione della Maya Desnuda. All’arrivo degli ospiti, ecco che compariva la Vestida.

Sembra un gioco, ma non lo è.

L’opera di Francisco Goya si divide in due grandi insiemi. Quello pubblico, e quello privato. Quello pubblico è assolutamente, dal mio punto di vista, il meno interessante. Francisco Goya, pittore di corte, ritraeva i regnanti spagnoli.

Ma Goya, in privato, ritraeva la realtà terribile, sconcertante, sconvolgente della guerra, e della realtà del potere al suo tempo.  Tutto Francisco_de_Goya,_Saturno_devorando_a_su_hijo_(1819-1823)questo, nelle sue stampe e disegni. Tradotto nel perfetto titolo della mostra: Ordine e Disordine. Goya fu il più grande artista sociale della storia. Nel privato, ma lo fu. I suoi disegni raccontano i disastri della guerra, e il disastro totale della classe regnante, dei potenti, della chiesa, dei ricchi viziati e viziosi del suo tempo.

E il momento più importante e significativo dell’arte del Maestro, è quando la follia della realtà divoratrice e il pubblico si uniscono nella sua Casa: La Quinta del Sordo. Ormai diventato sordo, Goya rappresenta sulle mura della sua abitazione dipinti orribili, terribili, che raccontano storie di dolore e violenza. O le fanno immaginare in spazi ampi e deserti. Alla fine della sua vita, sulle mura della sua casa, Francisco Goya esprime totalmente se stesso. Unisce le denunce racchiuse in quelle stampe segrete e il colore dei suoi dipinti pubblici su quelle pareti.

Non è più arte privata o arte per tutti. È l’arte della sua casa, il testamento che lascia all’umanità. Umanità rappresentata da quel saturno che divora i suoi figli, e da quel gatto nascosto nel nulla di un paesaggio.

Nei colori sfaldati, nel fuoco disarmato dalla vecchiaia e dalla totale, ormai, onestà intellettuale.

Francisco Goya fu il più grande disertore della sua contemporaneità. Attraversò con i suoi disegni i vizi umani più degradanti. Registrò con i suoi occhi le conseguenze di una guerra orrenda e stupratrice di intimità.

Un’arte degenerata nella sua rigenerazione. Privata, che diventò pubblica.

Un genio della potenza del colore e del messaggio.

Messaggio segreto, che nella sua sordità, poi, urlò con forza a tutto il mondo.

 

Federica Maria Marrella per 9ArtCorsoComo9

 

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