AZIMUT/H. Continuità e nuovo

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Luca Massimo Barbero è il curatore della mostra Azimut/h Continuità e nuovo nell’opportuna cornice della Peggy Guggenheim Collection, museo tra i più importanti per l’arte contemporanea europea e americana, in terra italica.

Ma che cos’è Azimut/h?

Azimuth - Lucio Fontana - Io sono un santo 1958 © Fondazione Lucio Fontana Milano by SIAE 2014
Azimuth – Lucio Fontana – Io sono un santo 1958 © Fondazione Lucio Fontana Milano by SIAE 2014

Direttamente dal comunicato ufficiale “è uscito il 3 settembre, a cura di Piero Manzoni ed Enrico Castellani, Azimuth, rivista d’arte che vuole segnare, sia pure in ambito abbastanza grande, la linea e lo sviluppo della più nuova e più giovane pittura d’avanguardia. La rivista ha una copertina a colori di Cecco Re e ha collaboratori di tutto il mondo. I testi sono di Agnetti, Alfieri,  Ballo, Dorfles, Galvano, Laszlo, Picabia, Schwitters e Yoshiaki Tono. Vi sono riprodotte opere di trentadue pittori e scultori italiani e stranieri, poesie di Beckett, Pagliarani, Balestrini, Paolazzi, Tullier, quattro tavole di Yves Klein, Gillo Dorfles e Charles Estienne” eccetera eccetera. Questo è quanto riguarda il primo numero.

La redazione ha sede in via Cernaia 4, cioè a casa del Manzoni, che non è nemmeno padre del titolo, la cui intuizione va ricondotta a quel Cecco Re che fa le copertine. Cecco Re allora giovane grafico era uno dei soliti amici del bar Jamaica ma soprattutto il brillante assistente di Max Huber grafico avanguardista che a Milano si ricorda soprattutto, ahi lui, per aver ideato il logotipo de La Rinascente.

Azimuth è la rivista, dunque, ma non è sola, ad affiancarla Azimut, senza l’acca, che al contrario fa la galleria. In nomi proposti, in entrambi casi, sono tutti eccellenti. Azimut non è nemmeno tanto distante dalla redazione via Clerici 12, siamo sempre in zona Brera, dove la moglie di un architetto collaboratore di Castellani aveva un negozio. Tutto in famiglia? Sì. E infatti per allestirlo Manzoni chiama in soccorso Anceschi, Boriani e Colombo, i tre quinti del Gruppo T, insomma, che Piero apprezzava molto.

Proposte e sperimentazioni, queste le linee guida della frenetica attività artistica di Azimut/h.

Tutto questo è il perno attorno al quale ruota l’esposizione veneziana: la neoavanguardia in Italia, a Milano, tra Lucio Fontana, Alberto Burri, Jasper Johns e Robert Rauschenberg, oltre agli ovvi Castellani e Manzoni.

 

Veronica Benetello per 9ArtCorsoComo9 

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