Grecia: Troika ruba ai poveri per dare ai ricchi

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Si torna a parlare di Grecia in Europa. Si torna a parlare di Grecia ma questa volta con un orgoglio tutto europeo. Si riesce quasi a percepire fisicamente la palpabile felicità dei cittadini tra tinte di blu e bianco. troika4Tutta questa aria di prospettiva e di freschezza da cosa sarà scaturita? Il viceministro delle finanze greco, Staikouras, ha infatti presentato nel progetto di bilancio per il prossimo anno ottime notizie. La previsione per il 2015 è addirittura una crescita del 2,9% con una chiusura di quest’anno con un auspicabile +0,6%. Dati impressionanti che ad oggi pure la Germania si sognerebbe e che quindi mettono la Grecia in una posizione d’élite, scavalcando il bel Paese con la sua decrescita, deflazione e scarsa autostima per il futuro.

Ricordiamo che la Grecia sta attraversando il più grande periodo di crisi in Europa, con ad oggi il sesto anno di vera recessione. Vera recessione perché le previsioni contano ben poco. I dati forniti dal governo ellenico hanno più volte dimostrato di essere ampiamente sbagliati e a dir poco imbarazzanti. La gigantesca opera di “manipolazione” dati per entrare nell’UE ai tempi ne fu la prova. Non bisogna generalizzare e questa è una sacrosanta verità, ma d’altro canto la storia ci insegna e noi abbiamo il dovere di non dimenticare certi insegnamenti. La Troika comunque sta continuando a monitorare molto da vicino la situazione e non potrà che ritenersi soddisfatta se questi numeri saranno confermati. Pazienza se per via dei suoi diktat sono stati licenziati più di 50.000 persone attive nel settore pubblico dall’oggi al domani. Pazienza se sono stati modificati i parametri della concessione dell’invalidità (come se se ne potesse discutere), se è stata abolita 13esima e 14esima, se è stata aumentata l’età pensionabile a 67 anni e se sono stati ridotti del 50% gli assegni al nucleo famigliare. Pazienza anche se sono stati dilaniati i finanziamenti pubblici agli ospedali, se sono state aumentate accise su ogni bene primario come acqua, luce, gas e assicurazioni. Pazienza infine se sono stati tagliati i costi di tutti i settori pubblici, dal sanitario al gestionale.

troika3Insomma il lavoro della troika è stato fatto veramente bene. In un’Europa di diritti infatti sembra del tutto superfluo dover anche parlare di welfare. Insomma abbiamo la possibilità di votare tranquillamente, senza ansie, visto che nel remoto (tanto plausibile) caso di crisi varie, c’è subito un commissariamento ad hoc che ci salva, proprio come è successo in Grecia. Grecia: dal 2008, dall’avvento della Troika quindi, la perdita netta delle famiglie è stata di circa 170 miliardi di euro, praticamente la metà del debito totale della stessa nazione. Ma questi denari dove sono finiti? Presto detto, un nuovo studio condotto dal Gruppo julius Baer, una banca privata svizzera, ha inquadrato un dato a dir poco sconcertante. L’accentramento di liquidità e il conseguente aumento di paperoni, che tanto angosciava Marx, sta avvenendo alla velocità della luce, aumentati quindi del 7% in un solo anno se prendiamo quello appena trascorso (da giugno 2013 a giugno di quest’anno). Era forse questa la ricetta della Troika, rubare ai poveri per dare ai ricchi?

Sergio Zuppiroli per 9ArtCorsoComo9

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