Herbert List. La finzione del reale

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Herbert List. Boccia con pesce rosso, Santorini, Grecia, 1936

Venerdì 12 settembre la Fondazione Stelline di Milano ha inaugurato la mostra fotografica interamente dedicata a Herbert List. Una raccolta di 120 immagini curate da Peer-Olaf Richter dal suggestivo titolo Herbert List: The Magical in Passing. List viene considerato, a ragione, uno dei maestri indiscussi della fotografia del XX secolo. Figlio della piccola borghesia tedesca (i genitori erano commercianti di caffè), fin da ragazzo dimostra uno spiccato interesse per l’arte in particolare per quella classica, quella bianca dalle linee semplici e armoniose, quella dell’equilibrio e della perfezione. Abbandona presto gli studi di letteratura e arte per dedicarsi alla fotografia, una fotografia senza alcuna pretesa artistica, istintiva e assidua. List fotografa di tutto, sperimentando qualsiasi genere fotografico. E lo fa con una costante ricerca del bello, da vero esteta quale si dimostra di essere. Lascia la Germania nazista durante la guerra. Non ama la fotografia di moda, la fa per campare collaborando, a Parigi e a Londra, per Harper’s Bazar. Poi scopre l’Italia e la Grecia e se ne innamora, immortalandone le architetture e i paesaggi, un vero e proprio diario del Mediterraneo (famose le sue foto di giovani uomini che ricordano la statuaria greca). La lunga permanenza negli Stati Uniti sembra non contaminare il suo stile e le sue influenze, riconducibili al Bauhaus e al Surrealismo. È in America che conosce Robert Capa, col quale stringe una solida amicizia. Grazie a Capa, List entra a far parte dell’agenzia fotografica Magnum. Pare che proprio qui abbandoni la sua Rolleiflex per la 35 mm scelta che, a detta sua, gli permette di ottenere un lavoro meno posato e più spontaneo.

Egli stesso affermava che “I tentativi più efficaci furono quelli in cui riuscì ad afferrare la magia del momento in modo quasi fortuito.”

Tali immagini irradiano un’aura che né la logica né l’estetica possono spiegare” dichiarerà.

Herbert-List-. Spagna, 1950
Herbert-List-. Spagna, 1950

Eppure nei suoi scatti tutto si può vedere, tranne l’attimo. Le sue immagini sembrano piuttosto frutto di scelte estetiche ragionate che di momento decisivo bressoniano. Splendide, semplici e imponenti, l’attimo fulminante di List sembra essersi invece dilatato per un lasso di tempo più lungo di quello necessario per un solo clic. Che male ci sarebbe, d’altronde? È risaputo che di fortuito in fotografia vi è solo la riuscita effettiva della foto, l’esposizione o la messa a fuoco per intenderci. Il resto è sempre solo meravigliosa finzione. Capa, per esempio, era uno che lo sapeva benissimo. Quante volte avrà mai fatto morire quel povero Miliziano? Se la sono bevuta tutti. Quell’immagine è tutt’ora considerata una delle più rappresentative del fotoreportage mondiale. Alla faccia del momento en passant.

Laura Loi per 9ArtCorsoComo9

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