Omaggi e oltraggi

0 567

Rembrandt viene schiaffeggiato, mentre Degas viene spruzzato e cancellato con una secchiata di vernice rossa. Bacon viene invece graziato, dopo che il Joker ha messo una buona parola per lui: “I kinda like this one, Bob. Leave it”. Mi sto riferendo a una celebre scena dell’ironico “Batman” girato da Tim Burton nel 1989. Il Joker – interpretato da un Jack Nicholson scoppiettante oltre ogni dire – si reca a trovare Kim Basinger nel museo di Gotham City. In compagnia dei suoi scherani, penetra in questo tempio della cultura e – sulle note della becera “Partyboy” di Prince – imbratta tutte le tele che incontra sul proprio cammino. Eccetto, appunto, la “Figure With Meat” (1954) di Francis Bacon, caratterizzata da due carcasse scarnificate che ciondolano sopra la testa di una fantasmatica figura di pontefice di velazqueziana memoria. Curiosamente questa tela di Bacon era stata ispirata dal “Bue squartato” di Rembrandt, e il Joker non aveva mosso un dito quando uno dei suoi sgherri ne aveva sfigurato il ritratto a furia di manate pregne di vernice.

Sfregi - Arricchimenti #5 [Laszlo Toth attenta alla Pietà di Michelangelo]
Laszlo Toth attenta alla Pietà di Michelangelo

Finora ho usato verbi violenti (schiaffeggiare, cancellare, sfigurare) per indicare il “contributo” che il Joker apporta alle opere. Ma il Joker è un vandalo o un artista? Sta annientando l’opera o ne sta creando una nuova, oppure la sta migliorando? No, il Joker è un vandalo e basta. Lo ammette nel momento stesso in cui scrive “Il Joker è stato qui” su un paesaggio urbano simil-metafisico (forse un Sironi?), come fanno i turisti vili e incivili “taggandosi” sulle mura di Pompei, o di qualsiasi sito archeologico/artistico che farebbe volentieri a meno della loro insulsa presenza.

Se il Joker volesse accampare giustificazioni per la propria condotta (ma i super-cattivi non devono giustificarsi mai), potrebbe dire che la sua recente natura di essere grottesco e sfregiato ha cambiato il suo modo di vedere il mondo, e che la sua psicosi si è coagulata in impeto artistico.

László Tóth, il celebre martellatore della “Pietà” di Michelangelo (episodio avvenuto nel 1972), voleva a sua volta adattare l’Arte al suo particolare modo di vedere il mondo. Un mondo parallelo in cui lui era Gesù Cristo, risorto per far piazza pulita dei propri doppioni. Sia Tóth che il Joker mettono se stessi al centro della propria operazione di “riscrittura” dell’opera d’arte: la follia si confonde con l’egomania. Un’aggravante, più che una giustificazione per il vandalismo.

Se volessimo trovare un caso diverso – più nobile perché, a parole, più “altruista” – potremmo ripensare a un episodio del 2007, verificatosi ad Avignone: l’artista francese Rindy Sam aveva baciato con un impetuoso rossetto viola un’opera di Cy Twombly (1928-2011), “Phaedrus”, del valore di 2,830,000 dollari. L’opera è tipicamente twombliana: questo artista new-dada creava composizioni che constavano principalmente di scarabocchi isolati, linee attorcigliate, simboli o finti-simboli che si relazionavano in modo misterioso. La signora Rindy Sam sosteneva di aver baciato la tela perché presa da un impulso insopprimibile: pensava di mettere in atto un omaggio, non un oltraggio.

Sfregi - Arricchimenti #2 [Bed di Rauschenberg]
Bed di Rauschenberg

Non mi conviene sbilanciarmi dicendo che Rindy Sam non ha peggiorato l’opera di Twombly, ma forse aveva ragione quando diceva che l’autore avrebbe capito il suo gesto. Twombly, nel 1955, era stato coinvolto nella realizzazione del celebre “Bed” di Robert Rauschenberg, suo amico e collega: aveva contribuito scarabocchiando il cuscino del “Bed” con le sue solite matitate, mentre Rauschenberg schizzava di vernice le decorazioni della coperta – che richiamavano le opere geometriche del suo maestro Josef Albers – parodiando la tecnica del dripping à la Pollock.

In Arte tutto può essere omaggio e sfregio al contempo, così come Bacon sfregiava e omaggiava i quarti di bue di Rembrandt. Forse dunque il Joker non avrebbe dovuto risparmiare il quadro di Bacon, né Rindy Sam doveva risparmiare Twombly che con Rauschenberg non aveva risparmiato Pollock e il geometrismo Bauhaus di Albers. È recentissimo il concetto che non si possa sovrapporre la propria opera a un originale altrui (lo scultore neoclassico Thorvaldsen non si era fatto scrupoli ad accettare di integrare i marmi danneggiati del tempio di Aphaia, capolavori della scultura greca arcaica), quindi una domanda rimane aperta: esistono soglie che non possono essere superate, quando si tratta di “rendere omaggio” o di “contribuire” all’Arte?

 

 

Lo sfascio col restauro va a braccetto.

Gli ossequi sfocian spesso negli oltraggi.

L’artista sfida il lancio dell’ortaggi

volendo render grazie al suo diletto.

 

L’inchino può tradursi in un dispetto,

e in vandali persin fedeli paggi

si mutan nel voler recare omaggi:

succede che i devoti siano inetti!

 

Innumeri i possibili moventi

che fan cercar più intimo contatto

con l’opra che ti scioglie le ginocchia.

 

Il bieco distruttore t’infinocchia

citando un qualche intellettual ricatto.

Ma l’Arte ci sa render turbolenti…

 

… e questo è un fatto, indiscutibilmente!

Vivremo il nostro ardor serenamente?

 

Andrea Meroni per 9ArtCorsoComo9

https://www.youtube.com/watch?v=-3ujifibSoA

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.