Leonardo Da Vinci. Da Parigi a Milano per aprile 2015

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L’Expo di Milano, ormai, sta diventando teatro di incontri, decisioni, prestiti e compromessi.

Ciò che sembra certo, in questi giorni, è l’arrivo di tre opere dal Museo del Louvre per la mostra che si terrà da Aprile 2015 a Palazzo Reale, mostra dedicata al genio che legò perennemente, volente o nolente, l’Italia alla Francia. Sia perché vi lavorò e vi trascorse gli ultimi anni della sua vita, sia perché si portò lì, alla corte di Francesco I, la sua creazione più famosa e misteriosa: La Gioconda. Le opere che saranno concesse dal museo francese sono tre: Il San Giovanni Battista, La Belle Ferronière e l’Annunciazione. Notizia confermata tra l’altro ieri, alla conferenza stampa a Palazzo Reale per la mostra di Segantini.

Altre le notizie positive. Arriverà la Madonna Dreyfus proveniente da Washington, il San Gerolamo dei Musei Vaticani, il Musico della Pinacoteca Ambrosiana e la Scapigliata della Galleria Nazionale di Parma. Non sono state concesse la stupenda Sant’Anna dal Louvre, troppo grande per spostarsi, e il  Ritratto Trivulzio di Antonello da Messina da Torino. In attesa per quanto riguarda la risposta dalle Gallerie Dell’Accademia di Venezia per l’Uomo Vitruviano.

Leonardo da Vinci, San Giovanni Battista, 1508-13
Leonardo da Vinci, San Giovanni Battista, 1508-13

Mi stupisce come viene data la notizia del Louvre. “Solo tre opere su quattro vengono concesse.” Solo? Non ci rendiamo conto del valore immenso che Leonardo ha per il museo francese, e non solo la sua Gioconda. Anzi, per fortuna, la curatrice Maria Teresa Fiorio ha tenuto a sottolineare che il Louvre è stato molto generoso.

Ancora me lo ricordo, dove si trova, il San Giovanni Battista. Lì, sulla sinistra. Il corridoio dell’arte italiana è immenso e possente. Ritratti, sguardi, mani, espressioni si inseguono. Di quelle effigi, sembra di sentirne la voce. I passi tuoi si incrociano con le voci che arrivano dal passato. Ero da sola, quel giorno. Museo chiuso per i visitatori, il corridoio  vuoto.

Mi diressi subito verso la Gioconda. Con gli occhi del San Giovanni Battista che sorridevano, un po’ ironicamente. Di fronte alla Gioconda, finalmente, un dialogo a due, silenzioso. Lo sguardo che ti segue, realmente. Il paesaggio dagli sfumati contorni. Le mani bellissime sul grembo.

Un dialogo silenzioso che emana ogni opera di Leonardo. Questo è da dire.

Mi sentii in colpa, verso le altre sue creazioni, e tornai da loro. In quel corridoio immenso. Il sorriso del San Giovanni Battista non cessava. Il dito verso l’alto. La sensualità un po’ timida. Il corpo rosa e morbido, che esplode in avanti, da un buio torbido dietro di sé. Riccioli perfetti. Coscienza della sua beltà e cosciente fortuna nella conoscenza del Signore.

In questa tarantella e prestiti di opere, mi sento di dire che la mostra di Leonardo sarà un vero orgoglio italiano. Un diamante da far brillare. Con quelle donne pensierose, gli uomini androgini e sensuali, i dialoghi silenziosi. Sguardi di donna intensi. Dettagli di scoperta. E i misteri della scienza.

Vediamo come procedono le trattative. Intanto, quei ritratti continuano a sorridere, e ci seguono con lo sguardo. Attraverso la storia, con la sottile ironia e onestà del tempo, loro non ci lasciano mai soli.

 

Federica Maria Marrella per 9ArtCorsoComo9

 

 

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