Il pARTicolare. I maschi italiani a Riccione

0 1.154

Occhi trasparenti.

Coscienza della giovinezza. Stanchezza di bellezza e forzata eleganza. Rughe sul volto.

Una cravatta sfatta.

Rimane quel nodo slegato, disordinato.

Negli occhi, la coscienza di essere.

claudio
A. Franzò, Claudio Santamaria

 

Riccione. Villa Mussolini. 83 ritratti raccontano, nella mostra “Ciao Maschio”,  lo sguardo e il fascino dell’uomo italiano, nel cinema nostrano di oggi e di ieri. Il tutto, negli scatti in bianco e nero di Adolfo Franzò.

 La bellezza dell’uomo a volte sconvolge. Continuano a dire che il corpo femminile sia il più bello e sensuale in assoluto. Ma credo che niente valga quanto lo sguardo intenso di un uomo italiano. Pelle e occhi. La luce della finestra di fronte. I capelli scuri, l’atteggiamento un po’ arrogante. Le mani grandi, la corsa gentile.

Il portamento eretto, un po’ all’indietro, come a prendere la rincorsa per la seduzione.

Claudio Santamaria, nuova promessa del cinema italiano. Lo collego sempre al suo Rino Gaetano. La forza di questo fotografo è l’aver saputo concentrare in dettagli la potenza di ogni uomo ritratto. Claudio è ripreso da molto vicino. Il volto non ha forma. Solo labbra, e quegli occhi chiari e dubbiosi La barba, dettagliata. Si possono contare i suoi elementi, uno a uno, come nei dipinti Fiamminghi, in cui i dettagli più insignificanti facevano il tutto. La bocca serrata, il naso dilatato. Sta respirando. In questo istante. Come  una delusione trattenuta. Una domanda che sta per esplodere, con dolcezza. La timidezza e l’arroganza, ma anche la paura di parlare della gioventù.

massimo ranieri
A. Franzò, Massimo Ranieri

Poi, un altro scatto.

E un pARTicolare.

Massimo Ranieri. Teatrante, cantante, attore. Un saltimbanco irrefrenabile, sul palco. Qui, spalle al muro.

Il viso attraversato dalle linee della vita. Mi è sempre piaciuto come si dice rughe in inglese: Life lines.

Come una macchina da scrivere. La lettura del passato e del presente sul viso. Un racconto silente. Le rughe da toccare, da seguire nel percorso. Da far scivolare, sotto le dita.

E poi, quel nodo alla cravatta. 

Come allentato di proposito. Un po’ per libertà. Un po’ per necessità. Un po’ di respiro e di perdita di eleganza forzata. La camicia un po’ stropicciata. La bellezza della vita vissuta. Lo sguardo di un uomo.

Spalle al muro, muro che trattiene l’ombra del suo capo.

E quelle labbra.

Non più serrate, ma semiaperte. Pronte a parlare.

La coscienza della giovinezza. La stanchezza della bellezza. Le rughe sul volto.

Chiusura e apertura.

Una cravatta sfatta.

Labbra semiaperte.

Non più serrate.

Pronte a parlare.

A dire la  loro verità.

Federica Maria Marrella per 9ArtCorsoComo9

Per Approfondimenti:  La mostra sarà visitabile fino al 31 agosto 2014.

Il pARTicolare è anche su Facebook e Twitter!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.