1984

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I libri che cambiano la vita di una persona possono essere contati sulle dita di una mano, ma quelli che lo fanno resteranno scolpiti per sempre nella nostra mente cambiando anche il nostro modo di pensare. 1984 di George Orwell lo è stato per molte persone. Le motivazioni sono tantissime e cercare di descrivere un libro così importante nella storia contemporanea è un compito arduo, ma fare un tentativo è obbligatorio. Se è il romanzo distopico per eccellenza una ragione ci sarà.

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Il libro di Orwell, scritto nel 1948, è un’opera decisamente avanti per il tempo in cui è stato scritto. Le tematiche futuristiche e prettamente distopiche colpiscono per come in certi frangenti anticipi il futuro. Televisioni intelligenti, ai tempi inimmaginabili, ma che nella mente di Orwell erano ben presenti ed oggi possiamo ritrovarle nella vita di tutti i giorni. Ma la particolarità che colpisce ancora oggi è come il libro non sia altro che un racconto sui totalitarismi che hanno colpito il mondo nel novecento, raccontato in un futuro dove i “grandi capi” utilizzano la tecnologia per poter controllare il proprio popolo. Orwell stesso fu sottoposto a torture dal regime stalinista durante la guerra civile spagnola, da qui il suo odio per qualsiasi tipo di totalitarismo, fascista o comunista che sia.

La trama è semplice nella sua bellezza: Winston, un membro del partito, non gradisce queste restrizioni del Grande Fratello, il partito onnipotente unico, ma mai esternate per la paura di possibili ripercussioni. L’incontro con Julia, una giovane del partito, cambierà completamente il suo modo di fare. Trama semplicissima che nell’ambientazione curata nei minimi dettagli in un mondo costruito alla perfezione assume un valore altissimo. Il problema principale di questo libro, surrealmente, è il non poter descrivere quante emozioni possa trasmetterti. Il consiglio quindi è di leggerlo e di farsi trascinare in questo mondo dove il Grande Fratello controlla su tutto e due persone cercano di contrastarlo. Tutte sotto lo stesso cielo.

Era un po’ curioso pensare che il cielo era lo stesso per tutti, in Eurasia, in Estasia, e anche lì. E la gente sotto il cielo, anche, era sempre la stessa gente, dovunque, in tutto il mondo, centinaia o migliaia di milioni di individui, tutti euguali, ignari dell’esistenza di altri individui, tenuti separati da mura di odio e di bugie, eppure quasi gli stessi

 

Lorenzo Allamprese per 9ArtCorsoComo9

 

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