Il mito vivo della fotografia

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Il cammino della fotografia è stato lungo è tortuoso; l’hanno voluta ammazzare non poche volte e ha dovuto combattere notevoli battaglie per riuscire a essere catalogata come arte. Ma coloro che hanno portato la bandiera degli scatti sono riusciti a mantenere con vita il mestiere perché hanno saputo reinventarsi in continuazione e capire quando era il momento giusto per fare un salto di qualità. Sin dagli anni Cinquanta la fotocamera è diventata quasi un elettrodomestico, oggi tutti possiamo fare delle foto ogni volta che vogliamo ed esiste una grande quantità di applicazioni e programmi che ci possono far sembrare dei fotografi professionisti.

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François Hébel

Ma la vera fotografia, quella che arriva ai musei perché è capace di produrre nello spettatore magliaia di sentimenti e sa rinchiudere in delle immagini un intero universo, continua a essere un mistero. Le ragioni per cui uno scatto diventa iconico sono impossibili da spiegare perché sono composti di multipli fattori: la luce, il momento giusto, l’essere umano dietro la macchina, l’emozioni dei protagonisti, i colori, la fortuna…

Il Rencontres de la photographie d’Arles è uno dei festival di fotografia più celebri al mondo, quest’anno dal 7 di luglio fino al 21 di settembre la Parata – com’è stato chiamato quest’anno – comprenderà una decina di mostre e diversi incontri dedicati all’arte dell’immagine disposte in diversi spazi fra chiese, atelier, gallerie e musei. Una delle caratteristiche più importanti del Festival è la messa in scena che a ogni edizione propone delle novità stilistiche d’avanguardia. L’equipe tecnica, formata per settanta persone, ha lo scopo di creare degli spazi che diventino quasi sub-mondi. Qui le fotografie trovano dimora in allestimenti fantastici che potenziano la forza comunicativa di ogni immagine.

Fondato nel 1970, l’evento ha ospitato il lavoro dei fotografi più celebri degli ultimi trent’anni; Nan Goldin, David Armstrong, David Burnett, David la Chapelle e Man Ray fra tanti altri. L’edizione del 2014 ha generato diverse polemiche perché il direttore da ormai dodici anni, François Hébel, ha annunciato che lascerà il suo posto alla fine di settembre. Si presume che la decisione sia dovuta a una parte del consiglio d’amministrazione dell’evento che ha rifiutato alcuni progetti proposti dal direttore. Per il suo ultimo festival Hébel ha deciso di dare spazio a fotografi tradizionali e rinomati come Raymon Depardon , Leòn Gimpel e Lucien Clergue, fondatore del Festival a cui sarà dedicata una retrospettiva.

Saranno presenti anche fotografi diventati celebri negli ultimi anni come David Bailey e i suoi scatti profondi del mondo dello spettacolo, Vik Muniz con le fotografie dei suoi collage quotidiani. Inoltre sono allestite mostre di Vincent Pérez, Anouck Duran, Chema MAdoz e tanti altri fotografi rinomati.

Il Rencontres d’Arles è un evento che fa onore all’arte della fotografia proprio perché riesce a mettere insieme la tradizione e le nuove prospettive senza togliere la misticità delle immagini che riescono a diventare miti di un tempo.

Aura Parra per 9ArtCorsoComo9

 

 

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