Il luccichio di Lana Del Rey

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Il 6 luglio la pagina Facebook ufficiale di Lana Del Rey, portabandiera del pop “sconsolato”, aveva pubblicato un “collage” creato dagli emissari di Mr. Brainwash, artista francese che – assistito da un’equipe di scannerizzatori e di photoshoppatori – continua a mungere la generosissima vacca della Pop Art.

Brainwashing Lana Del Rey #3 [l'elaborazione di Mr. Brainwash sulla pagina di Lana Del Rey]

Quell’immagine inseriva il volto elegantemente squadrato della cantante tra il fogliame che riempie lo sfondo di uno dei tanti autoritratti di Frida Kahlo (1907-1954), riprendendo anche una sorta di collare/corona di spine che la pittrice messicana si era dipinta attorno al collo. Mr. Brainwash (o chi per esso) ha aggiunto una cocorita sbiadita che copre con le ali la celebre bocca tumida e asimmetrica di Lana, nascondendo il principale veicolo dell’espressione della maestosa tristezza della cantante. Anche se dietro le sue spalle sta acquattato un felino dagli occhi rilucenti (figura topica nei quadri di Frida Kahlo), si direbbe che la Del Rey sia l’Ofelia dei pittori pre-raffaelliti capitata per caso in America Centrale. Mr. Brainwash (al secolo Thierry Guetta) non è particolarmente filologo: molte delle opere che portano il suo nome non fanno altro che raschiare la patina dorata dell’immaginario warholiano; se Andy Warhol si proponeva come l’elogio vivente della superficialità, Mr. Brainwash non ha coltivato l’ambizione di spingersi in alcun tipo di profondità. Anzi, potrebbe sfacciatamente vivere di rendita continuando a (far) incollare facce di celebrità sui riccioli a forma di croissant della Marilyn di Warhol. Finora l’ha fatto con le effigi di Jack Nicholson, di Michael Jackson, di Johnny Depp, di un altro Marilyn (cioè Manson), col volto dello stesso Andy e infine con quello di Madonna, che ha commissionato a Brainwash la fulgida copertina della raccolta di greatest-hits “Celebration” (2009).

Brainwashing Lana Del Rey #2 [l'elaborazione di Mr. Brainwash sulla pagina di Lana Del Rey]

L’oro che Brainwash raschia dalle mitologiche serigrafie pop è un oro gelido; la sua operazione di rifusione non lo rivitalizza, ma produce consapevolmente bigiotteria che in fase critica non vuole neppure trovare chissà quali giustificazioni. Se c’è qualcosa di autentico in tutto ciò è la passione che l’artista francese condivide col tanto depredato Warhol, cioè l’attaccamento per tutto ciò che luccica (Andy ne parla nel capitolo conclusivo de “La filosofia di Andy Warhol”, dove parla della sua battuta di caccia in un grande magazzino newyorchese, a caccia di gioielli usati).

Molto poco casualmente, Mr. Brainwash ha scelto di aggrapparsi, in una delle sue ultime elaborazioni, ad un altro grande appassionato di superfici dorate, vale a dire Gustav Klimt (1862-1918), che per la sua città natale, Vienna, è diventato un’autentica miniera… d’oro, tanto per cambiare.

E a chi appartiene il volto che Mr. Brainwash ha inserito tra le luccicanti tessere ingioiellate che contornano il “Ritratto di Adele Bloch Bauer” (1907) di Klimt? Appartiene ancora a Lana Del Rey, che si è compiaciuta di questo secondo omaggio tributatole e l’ha postato sulla sopracitata pagina Facebook il 23 luglio. Il colorito perlaceo e la capigliatura torreggiante di Lana vengono valorizzati da questo indovinato accostamento. Ma i suoi lineamenti ricordano più che mai quelli di Edie Sedgwick, la “povera, piccola ragazza ricca” – per la vulgata Lana è una povera, ombrosa ragazza ricca – che fu l’antica musa del nostro amato persecutore (e perseguitato) Andy Warhol.

Andrea Meroni per 9ArtCorsoComo9

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