Borges estivo: Storia universale dell’infamia

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Jorge Luis Borges (1899 – 1986) è uno degli scrittori latinoamericani più importanti della storia ma non è un segreto che approcciarsi alla sua opera è assai impegnativo. Non ha mai scritto un romanzo, anche se nei primi mesi del 2014 al Salone del libro di Parigi si presentarono manoscritti che avrebbero potuto essere le bozze di una novela, l’autore sosteneva che tutto si poteva dire in un racconto. Borges è il maestro assoluto del racconto, insieme al suo connazionale Cortazar, il suo stile ha influenzato scrittori come Garcia Marquez, Ernesto Sabato, Alejo Carpentier e tanti altri.

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Sin dagli anni Sessanta è diventato una celebrità mondiale; intervistato dai giornali più importanti che lo cercavano per parlare di letteratura ma anche di politica, religione e attualità. Il suo mito si alimentava anche per la sua figura personale misteriosa e poetica; la sua più grande passione era la lettura. Dichiarava di immaginare il paradiso come una biblioteca infinta. Borges soffriva di una malattia che gli fecce perdere la vista negli ultimi anni.

La letteratura borgiana è complessa perché l’argentino non proponeva semplici storie tradizionali in poche pagine; quello che faceva era creare veri e propri universi. Ogni pagina di un suo racconto custodisce una quantità talmente grande di elementi che ancora oggi continuano a proporsi nuove interpretazioni. Borges giocava con lo stile letterario ma era un gioco molto serio che si basava in un’infinità di citazioni. Aveva letto i grandi classici della storia ed era in grado di scrivere letteratura che prendeva in considerazione la poesia epica e allo stesso tempo Shakespeare e Voltaire.

Raccolte di racconti come i celebri L’Aleph e Finzioni sono talmente piene di citazioni che per goderne la lettura bisogna fare molta attenzione ed essere disposti a leggere e rileggere per cogliere il senso. Storia Universale dell’Infamia (1935) è il testo perfetto per avvicinarsi per la prima volta alla poetica dell’argentino; è fatta di racconti brevi dove Borges regala la storia dei più grandi bastardi del mondo: pirati crudeli, donne malvage e misteriose, assassini e ladri dall’Africa fino alla Cina. Lo stile è affascinante, la disposizione di ogni immagine letteraria ci fa dubitare ogni volta della veridicità della storia. Ciononostante, ci imbarchiamo per mano dell’autore attraverso tematiche che ci fanno riflettere sulla crudeltà dei nostri giorni.

Uno degli ultimi racconti di questa raccolta è, infatti, uno dei pilastri del mondo borgiano. Si tratta dell’Uomo della casa rosa, un testo pieno di pathos che parla ancora oggi a tutti noi perché è eterno come lo stesso Borges, come i classici più grandi della storia che lo sono, precisamente, perché avranno sempre da dirci qualcosa, non moriranno mai.

Aura Parra per 9ArtCorsoComo9

 

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