Echi. Il Volo MH17

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“Da qualche anno a questa parte la Terra ha preso a girare vorticosamente su sé stessa, più velocemente di quanto avesse mai fatto. Il tutto grazie ad internet! E’ così che le tragedie e le crisi politico internazionali diventano affari di social network, le immagini rimbalzano da uno schermo all’altro, diventano virali, noi le percepiamo, le assimiliamo e ne diventiamo immuni. Non c’è più tempo per empatizzare la notizia, per farla propria, non ci sono più luoghi dove commuoversi o piangere, rimbalziamo da un tweet ad un post, da una foto di una tragedia a quella successiva. Velocemente, talmente tanto velocemente che la mente umana non ce la fa più a pensare, agisce e condivide, senza senso, senza pudore, senza cognizione.”

Voglio pensare questo per assolvere il genere umano e dargli una scusante per il suo continuo degradare.

3684667355Ho pensato tutto questo mentre ero su Twitter #MH17 l’hashtag del volo malese MH17 abbattuto in Ucraina. Quando ho appreso la notizia il caso della crisi in Crimea era un problema già bello che archiviato nella mia memoria, pensate quanto velocemente gira il mondo. Provo una banale sintesi dei fatti: un aereo con sopra 298 persone viene abbattuto al confine tra la Russia e l’Ucraina. Subito un separatista filo-russo posta su Facebook un messaggio di vittoria nel quale annuncia di aver abbattuto un aereo cargo ucraino. La notizia rimbalza, si ingigantisce, i primi testimoni dell’accaduto vedono i corpi, non è un aereo militare, è un aereo di linea. Diventa un caso. Quel genio di separatista filo-russo cancella il suo post, troppo tardi, la rete non dimentica, tutto resta per sempre in rete. Arrivano i primi commenti, i politici devono sempre parlare, scambi di accuse, scambi di responsabilità. Obama accusa Putin.“ La Russia ha influenza su questi separatisti, li ha addestrati, ha fornito loro materiale militare. La Russia e Putin hanno responsabilità diretta per costringere i separatisti a collaborare.” Accuse e smentite, fin troppo banali da criticare, i grandi capi del mondo e delle nostre vite discutono di sanzioni, il parlamento inglese scopre con un’interrogazione parlamentare che la Gran Bretagna vende armi alla Russia, quello italiano non fa nemmeno questo atto dovuto, se ne accorge solamente la stampa, non tutta, solamente quella libera. Il premier australiano Tony Abbott prova a pensare ai morti: “E’ del tutto possibile che molti corpi siano ancora lì, all’aria aperta, sotto il sole dell’estate europea, sottoposti alla devastazione del calore e degli animali.” Non è l’unico a pensare ai morti purtroppo, su YouTube iniziano a girare video di sciacalli che depredano i documenti e le carte di credito dei morti. Tutto finisce in rete, prima o poi, anche gli sciacalli virtuali che creano falsi profili o hackerano i profili reali delle vittime del volo. Il mondo gira così velocemente che prima che le prime salme siano in viaggio verso l’Olanda, dove sono attese per un lutto nazionale, le società emittenti delle carte di credito ricordano, attraverso Facebook, ai familiari delle vittime di seguire la procedura per bloccare le carte di credito dei defunti.

30164914_volo-mh17-europa-minaccia-mosca-nuove-sanzioni-in-arrivo-0E’ tutto così maledettamente veloce, tutto così fugace, che non ho nemmeno il tempo per fermarmi a pensare: un criminale, un terrorista, un mentecatto la cui madre avrebbe fatto meglio ad abortire, punta un lanciarazzi, mira ad un puntino virtuale su uno schermo digitale e qualche istante dopo 298 persone che volano diecimila metri più in là smettono di vivere. Loro, i loro sogni, i loro amori, le promesse che speravano di mantenere, i loro cari che li aspettano ancora a casa stop, fine, buio, blackout… E’ tutto così veloce che abbiamo perso il controllo.

Tutto il resto sono solo chiacchiere.

Giuseppe Del Fiacco @fiakketto per 9ArtCorsoComo9

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