Gianni Berengo Gardin. Come eravamo

0 550

Le note di un grammofono. I suoni della città e il silenzio del mare. Il rumore di un bacio. Il bianco e il nero stringono forte ciò che è stato e decidono di non lasciarlo andare via.

PORTFOLIO ITALIA - ITALY PORTFOLIO

Questa è la sensazione che nasce davanti ai lavori di Gianni Berengo Gardin, fotografo italiano di fama internazionale nato a Santa Margherita Ligure, nel 1930. Inizia e fotografare giovanissimo. Uno zio, lo zio d’America, invita il giovane fotografo allo studio e all’osservazione attenta di alcuni grandi fotografi tra cui William Eugene Smith e Dorothea Lange, due fotografi documentaristi statunitensi. Da quel momento si fa strada nell’animo di Berengo Gardin l’idea che la fotografia debba incarnare un impegno sociale, trasformandosi in una testimonianza eterna di noi stessi e della nostra storia. Come eravamo, anni fa. Uguali, diversi. Migliori, peggiori. Quel che resta è così leggero e sottile, come la carta lucida di una foto, ma al tempo stesso così profondo da perdersi dentro. Il vestito delle città negli anni cambia, si sgualcisce e si rinnova. Così come accade ai volti, protagonisti dell’ieri come lo siamo noi del nostro oggi. La storia più recente abita tra i chiari e gli scuri, come il frutto di un istante lungo una vita, quella del fotografo.

D’ora in poi avremo la possibilità di scavare nel ricordo vicino e lontano, scartabellando tra gli archivi delle Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco. Più di duemila e ottocento diapositive di Gianni Berengo Gardin verranno custodite nelle Civiche Raccolte milanesi, e lì attenderanno che un occhio curioso si posi su di loro; allora incominceranno a raccontarsi, una a una, come le pagine di un libro, tra la realtà e la finzione.

Nella quiete di un cassetto o al sicuro dietro a un vetro, i due giovani tra l’erba continueranno a sorridere e a ballare mentre gli operai non si stancheranno di lavorare al porto. La macchina sull’Oceano potrà mettere in moto senza fuggire perché due innamorati a bordo non smetteranno mai di guardare lontano, verso un orizzonte infinito.

Martina Sacchi per 9ArtCorsoComo9

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.