Nuda come fosse tela

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Neanche fossi uomo, sportiva per lo meno, ma quando penso al body painting la Melissa Satta dipinta d’azzurra nazionale per i mondiali del 2010 è il primo tra i pensieri di ben poca stima ad affiorare. Ma di fatti cos’è se non questo il body painting: pura esaltazione delle forme corporee. E donna, uomo o ermafrodito che sia, innegabile agli occhi di questi è la superiorità del corpo femminile.

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Sarà per questo che le tele più gettonate al World Bodypainting Festival di Poertschach, in Austria, siano giovani donne. Neanche particolarmente giunoniche, ma quei buchetti che si intravedono tra i colori danno solo valore aggiunto al risultato finale. Astratto VS concreto. Colori delle tempere VS colore della pelle. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma diceva Antoine Lavoisier. E in questo si cimentano quegli artisti provenienti da oltre 40 nazioni in gara sulle coste del lago Worthersee.

Trasformazione come esaltazione. La pop art è il tema principale. Protagoniste che sembrano uscite direttamente dalle tele di Roy Lichtenstein le une, e dall’estro di Andy Warhol le altre. Blu e gialli dominano l’epidermide, seguiti da colori sgargianti e riproduzioni mitologiche.

La persona si annienta alla personalità creativa e ciò che solo resta è arte.

 

Sabrina Nunziata per 9ArtCorsoComo9

 

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