I sospiri di Petrarca

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Laura, Lauro. L’amore per un donna e l’amore per la gloria. Le più grandi passioni di Francesco Petrarca. Egli non fu solo uomo di lettere, ma soprattutto un uomo che amava.

laura
Laura

Nato ad Arezzo nel 1304, si trasferì in seguito in Francia ed è proprio ad Avignone che nel 1327 incontrò Laura, con i suoi “capei d’oro” che fluttuando nell’aria si avvolgevano in mille nodi. Amore scagliò la sua freccia. Turbato nel cuore, Petrarca la amò febbrilmente per tutta la vita senza mai farla sua. Neanche la sua morte riuscì mai ad allentare la forza del suo sentimento. “Piagha per allentar d’arco non sana” recita ne “Il Canzoniere”. Laura potrà sfiorire e morire, ma la ferita d’amore del poeta non si rimarginerà più.

Pensava di passare alla storia per le sue opere in latino. A noi lettori, invece, appassiona “Il Canzoniere” scritto in lingua volgare. Forse perchè Petrarca qui si vuole confidare con noi. Ci confessa “quei sospiri ond’io nutriva ‘l core”. Diventa un amico da comprendere. Ascoltiamo le parole di un uomo che in realtà non è diverso da noi. Reso fragile da un amore tormentato, lacerato dal perenne conflitto con se stesso. Da una parte la santità, dall’altra il peccato. La mondanità e la solitudine. Una rottura che cerca di sanare anche dialogando con Sant’Agostino nel “Secretum”. Chi non ha mai sofferto per amore o non si è mai trovato di fronte a dilemmi esistenziali? Francesco Petrarca è ciascuno di noi. Tutti gli uomini hanno o hanno avuto una “Laura”. Per Cesare Pavese era “la donna dalla voce rauca” per la quale si uccise.

Il 19 luglio 1374 morì quasi certamente pensando alla sua amata e sperando di essere ricordato dai posteri. Se in questo momento potesse ascoltarmi lo tranquillizzerei. Non solo le sue poesie sono passate alla storia, ma anche l’amore per Laura lo sentiamo ancora pulsare tra i versi, vivo come quando la vide per la prima volta 687 anni fa.

Alice Picci per 9ArtCorsoComo9

 

 

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