A rischio la Biblioteca Warburg di Londra

0 692

Dal 1934 Warburg Bibliothek (fondata nel 1921 ad Amburgo) si trova a Londra, trasferita clandestinamente presso il Courtauld Institute dell’Università di Londra a causa del sorgere del nazismo in Germania. Ufficialmente aggregata dal 1944 come Warburg Institute, con un accordo che prevedeva la conservazione e il mantenimento in unità del contenuto della Biblioteca, poiché essa stessa rappresenta l’ambizioso progetto del suo creatore, Aby Warburg.

Warburg portr
Warburg

Storico dell’arte e studioso dai vasti interessi che ebbero come fulcro il Rinascimento, Warburg si dedicò allo studio dell’arte come strumento di comprensione, attraverso le opere e gli autori, della civiltà che li aveva espressi, e il progetto della sua Biblioteca rappresenta un preciso metodo di indagine sulla cultura occidentale, trasversale, unitario, tematico.

Dal 2010 e ora nel 2014 tuttavia una serie di problemi per il Warburg Institute: la Biblioteca rischia di essere smembrata e dispersa. Nonostante gli accordi che prevedono l’unità della Biblioteca, stipulati tra l’Istituto e l’Università siano restati validi fin’ora, l’Università vorrebbe ridiscutere la possibilità di trasferire parte dei volumi, poiché l’Istituto avrebbe un deficit di 500 mila sterline all’anno. Pare, tuttavia, che questo debito annuo si sia originato quando, nel 2007, l’Università decise di aumentare in modo considerevole le spese per l’occupazione degli spazi dell’Istituto.

Ma quale sarebbe il problema di spostare parte di una collezione? Nella domanda l’errore: il tentativo di Warburg non è una “collezione”, non è una summa, un semplice elenco di testi e immagini.

Esso possiede l’intento ben più profondo e vasto di cogliere il senso sotterraneo della cultura occidentale, o meglio i suoi temi, le sue costanti – miti, figure, parole, simboli – in un campo di indagine che si apre sul Rinascimento, che guarda ai richiami del passato alla ricerca delle forme originarie su cui la cultura contemporanea si fonda.

Egli cerca di compiere questo tentativo attraverso le opere d’arte, senza rimanere unicamente all’interno di una prospettiva storico-artistica, ma amplia il campo d’indagine a ogni manifestazione della cultura occidentale e del contesto storico dell’opera, esaminando come un’immagine antica possa rivivere iconograficamente in una rielaborazione più recente, secondo un unico filo conduttore.

warburg

Warburg inaugura la disciplina dell’iconologia, il discorso sull’immagine che svela molto più dell’immagine stessa: le sue radici culturali, i modi in cui veniva percepita e il messaggio che veicolava nel passato e il messaggio di una sua eventuale riproposizione in altra epoca; infine il collegamento tra i modi di veicolare un senso, un pensiero e lo stesso senso dell’immagine e della sua epoca.

Un esempio può essere quello della “ninfa” che Warburg osserva in un affresco del Ghirlandaio e rintraccia nell’antichità, nelle illustrazioni medievali, e in quelle delle comunità indigene americane.

L’opera che incarna questa ricerca è l’Atlante Mnemosyne intitolato alla Memoria, madre delle Muse, in cui si vuole “raccogliere il materiale nel quale si può vedere, proprio grazie alle immagini, la diffusione della funzione del valore espressivo improntato all’Antico nella rappresentazione dei movimenti della vita esteriore e interiore”.

L’opera, costituita da numerose tavole illustrate, vero atlante comparativo delle forme, vuole affermare come il senso di un’immagine stia tra questa e un’altra immagine, cioè nella relazione che ogni immagine stabilisce con il proprio ambiente circostante. Rimasto incompiuto, l’Atlante – e con esso la Biblioteca come organismo di testi che tra loro si parlano – dà la possibilità di continuare la ricerca di Warburg, modo di sondare i legami profondi che hanno generato la presente società delle immagini.

 

Frattaroli Federica per 9artCorsoComo9

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.