Trust No Amish

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La tv leggera, anche detta spazzatura da chi finge di voler guardare ogni sera documentari di Piero Angela, fa bene all’anima.

Dopo una giornata stancante ci serve qualcosa di trash, ma non volgare, affinché Morfeo non fatichi troppo ad accoglierci tra le su braccia.

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Grazie all’avvento del digitale terrestre Real Time è al nostro fianco in questo rilassamento da prima serata, offrendoci chicche televisive che le altre reti possono solo sognarsi.

La scorsa estate “Sono una menonita alla ricerca delle mie origini portoricane” è stato il mio personale tormentone estivo grazie al reality Breaking Amish, ora in onda con una terza stagione ambientata a Los Angeles ma con un cast completamente nuovo rispetto alle due precedentemente viste sul canale.

Siamo stati catapultati in un mondo pieno di contraddizioni di cui prima avevamo avuto solo un qualche accenno in diversi telefilm, dove si rideva superficialmente del rifiuto della modernità in una realtà che è stata dignitosamente rappresentata solo nel film con Harrison Ford Il Testimone (1985) vincitore di due Oscar.

Sul canale dei trucchi fai da te e dei consigli di stile ci siamo appassionati a queste creature pure, ancora incontaminate dal mondo corrotto e in fuga dalle ristrettezze di una vita fatta solo di fatica e preghiera, ridendo della loro inevitabile resa alle luci della grande Mela dove era ambientata la prima stagione, in uno show diventato presto una versione più vestita e casta di Jersey Shore (2009-2012).

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Ci siamo commossi nel vederli scoprire cose per noi date per scontate: elettricità, cellulari, vestiti decenti, appassionandoci alle avventure odontoiatriche di Rebecca, la carriera da modella con pazze diete di Kate, la ricerca delle origini portoricane di Sabrina abbinata ai suoi shorts sempre più corti e stretti.

Qualcosa si è rotto però verso la fine della prima stagione, quando le bugie sono venute a galla, quando nessuno sembrava più così puro.

Perché per tutto il cast è difficile nascondere il proprio passato al popolo della rete che può scavare in ogni antro della vita dei suoi beniamini, non era così estraneo al mondo in cui fingeva di aver messo piede per la prima volta.

Tutti erano già usciti più di una volta dalle loro comunità e si erano mischiati tra quelli che vestono all’inglese, ovvero i comuni mortali che non temono l’elettricità e l’alcool.

Non sono stati di certo i primi a fingere in un reality, ma la tv ha le sue regole e se devi mentire devi saperlo fare bene perché il pubblico non si senta tradito vedendo i tuoi scheletri nell’armadio.

Forse la grande delusione deriva dal fatto che i loro predecessori televisivi ci avevano abituato troppo bene.

Come Snooky, ubriaca e tamarra anche a telecamere spente.

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Gli ascolti continuano però a essere buoni e presto, dopo l’avventura in Florida, vedremo di nuovo all’opera i protagonisti originali in una nuova serie dove Sabrina e Becky saranno in dolce attesa.

Aspettando di vedere se le nuove leve del programma riconquisteranno la nostra fiducia e la nostra estate televisiva del martedì sera, dai pochi spoiler letti sul web sembra si siano ripetuti gli inganni della prima stagione.

Le bugie dei concorrenti sono molte e, personalmente, mi risulta difficile credere che una di loro sia riuscita a nascondere la gravidanza fino al settimo mese, a un villaggio e a una famiglia evidentemente ciechi.

Al pubblico piace tanto assistere alla corruzione di chi si professa incontaminato, speriamo gli Amish riconquistino la nostra fiducia prima che la tv debba ripiegare su qualche tribù dell’amazzonia per avere su di noi lo stesso effetto.

Filippo Ferretto per 9ArtCorsoComo9

 

 

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